DOC. 0.3_ESITI della PRIMA PERIZIA SICURING i timori di Cittadinanza e Amministratori (giugno – luglio 2013)

 

La sunnominata Perizia nella versione definitiva quale consegnata dalla Società commissionaria all’Azienda Unità Sanitaria Locale di Piacenza committente il 25.03.2013 ha evidenziato - pur in assenza di evidenti segni di ammaloramento e di dissesto delle strutture esistenti - la non rispondenza della struttura già alle sole azioni di tipo statico attualmente presenti e quindi il possibile rischio di cedimenti strutturali. Tale fragilità strutturale secondo i periti è principalmente dovuta alla scarsa qualità dei materiali impiegati nella costruzione originaria, all’insufficiente quantità di armature metalliche negli elementi strutturali ed alla presenza di carichi maggiorati rispetto a quelli iniziali di progetto. Rispetto a quest’ultimo punto i periti hanno identificato due fattori determinanti:

- il sopralzo di un piano oltre alla copertura effettuato a metà degli anni ‘80

- la grande incidenza di peso complessivo dovuta al sistema di impianti ed ad elementi di finitura aggiunti nel corso degli anni.

 

In ragione degli esiti peritali l’Azienda Unità Sanitaria Locale di Piacenza - dopo avere dato corso nel periodo 26.03.2013 – 10.07.2013 ad una serie di incontri di approfondimento con i propri Tecnici coinvolgendo altresì i competenti uffici regionali (in particolare il SERVIZIO STRUTTURE SANITARIE E SOCIO-SANITARIE dell’Assessorato alla Sanità della REGIONE EMILIA ROMAGNA e il Servizio Idrogeologico, Sismico e dei Suoli dell’Assessorato all’Ambiente della REGIONE EMILIA ROMAGNA nonché il Comitato Tecnico Scientifico di supporto al Servizio Sismico) per un parere di merito e metodo sulle risultanze della verifica, per approfondire le conseguenze risultanti dalle conclusioni sfavorevoli della perizia e valutare le diverse e possibili ipotesi per il superamento dei gravi problemi segnalati (approfondimenti che hanno confermato sostanzialmente le conclusioni della perizia e la necessità di intervento) ha provveduto a stilare un primo piano di intervento per la messa in sicurezza della struttura ospedaliera e la riorganizzazione delle attività in vista dell’adeguamento.

 

Tale piano, anche per la modalità intempestiva - scarsamente presidiata e occasionale - della sua pubblicizzazione avvenuta con tono allarmistico sulla stampa locale prima ancora di essere condivisa con gli Enti istituzionali competenti, ha ingenerato giustificati timori e motivate preoccupazioni da parte dei dipendenti lavoratori dell’Ospedale, della cittadinanza e degli Amministratori. L’impatto negativo della vicenda ha scatenato la mobilitazione in particolare di alcuni cittadini residenti nel Comune di Fiorenzuola sede della struttura (associatisi poi nel Comitato “No chiusura dell’Ospedale” il quale,supportato da Tecnici volontariamente messisi a disposizione, ha da subito sollevato dubbi tecnici sulla correttezza della Perizia di Sicuring e in particolare sulla consistenza qualitativa e quantitativa dei dati e dei valori considerati  a supporto di conclusioni così radicali) e dei Sindaci della Provincia (schierati da subito in prima fila i Sindaci del Distretto di Levante - Comuni della Val d’Arda e della Val Nure – direttamente coinvolti nella vicenda per l’ubicazione dell’Ospedale collettore gran parte della sua attività della domanda di assistenza ospedaliera di una quota rilevante della popolazione residente nel Distretto.

 

I timori e le preoccupazioni - alimentati altresì dalla simultanea e accesa discussione sulle linee di revisione della spesa sanitaria approvate con il c.d. Decreto Balduzzi[1] (Spending review in Sanità) e soprattutto dalle polemiche insorte[2] in seguito all’emanazione dei rigidi standard di assistenza ospedaliera quali riportati nella Bozza di Decreto di regolamentazione dell’Assistenza Ospedaliera[3] proposta dallo stesso Ministro e inviata il 20 dicembre 2012 alle Regioni per la successiva ratifica in conferenza Stato Regioni - si sono rapidamente dilatati anche in ragione del susseguirsi di numerosi interventi e contributi - quasi sempre di tono allarmistico - sugli organi della stampa locale fino a saturare rapidamente la piazza mediatica.

I timori e le preoccupazioni la cui giustificazione veniva attribuita al prolungato silenzio dell’Azienda Usl di Piacenza d’intesa con l’Assessorato alla Sanità Regionale sulla spinosa questione riguardavano alcuni nodi strategici quali:

- il paventato declassamento dell’H di Fiorenzuola fino alla chiusura definitiva dell’Ospedale, che si argomentava fossero già stati pianificati dalla Regione Emilia Romagna e messi in atto grazie al “pretesto” dell’inidoneità statica ancora prima che antisismica dell’Ospedale di Fiorenzuola, dal suo braccio operativo Aziendale

- il mancato coinvolgimento dei Sindaci  e della Cittadinanza non solo sulle decisioni da assumere in merito alle sorti presenti e future dell’Ospedale  ma anche nella  gestione congiunta del lungo percorso

che aveva portato alle conclusioni della Perizia della Società incaricata dall’Azienda USL di Piacenza,Sicuring srl di Firenze

- la scarsa trasparenza dell’Azienda USL di Piacenza nella gestione del processo,ivi compresa la reticenza a mettere a disposizione dei Cittadini e degli Amministratori richiedenti la documentazione agli atti (le Delibere di incarico e in particolare la Perizia della Soc. Sicuring)

 

 



[1] DECRETO-LEGGE 13 settembre 2012 , n. 158 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13 settembre 2012, n. 214)quale coordinato con la legge di conversione 8 novembre 2012, n. 189 «Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute.».

[2] Vedi il Comunicato del Presidente delle Regioni Errani sulla Sanità “Regioni, creare le condizioni per il nuovo Patto per la Salute 2013-2015” del 13 dicembre 2013

[3] Bozza di Decreto di Regolamento di definizione degli standard qualitativi strutturali tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera in attuazione dell’art.1 comma 169  della Legge 311 del 30 dicembre 2004 e dell’art.15,comma 13,lettera c del Decreto Legge n° 95 del 9 luglio 2012